DALLE BOTTIGLIE RECUPERATE AL DESIGN

Il viaggio di una bottiglia

 Prima di diventare un oggetto Divestro, il vetro possiede già un colore, un peso e una consistenza. Il nostro lavoro parte da quello che c’è.

Da qui comincia un percorso che attraversa il recupero delle bottiglie, la progettazione e la lavorazione artigianale. Un percorso fatto anche di persone e decisioni: quali risorse utilizzare, quali competenze coltivare, come prenderci cura degli effetti del nostro lavoro.

Bottiglie recuperate e non riciclate

Una storia che comincia prima del vino

Ci sono bottiglie che non arrivano mai sulla tavola. Sono nuove, integre, già prodotte. Eppure, per eccedenze o cambiamenti nelle esigenze produttive, rimangono fuori dal ciclo di imbottigliamento e vengono generalmente destinate al riciclo. Cristiano  e Luigi hanno incontrato questa realtà lavorando nella filiera vinicola. Hanno cominciato a guardare quelle bottiglie pensando a ciò che avrebbero potuto diventare. Da quell'osservazione è nato Amarzo, oggi Divestro. Prima di disegnare un oggetto, c'è stata una domanda: quale altro uso possiamo dare a questa bottiglia?

Bottiglie inutilizzate della filiera vinicola
Bottiglie inutilizzate della filiera vinicola.

Ogni bottiglia porta già una forma

Il percorso comincia dal recupero delle bottiglie inutilizzate della filiera vinicola. Vengono selezionate in funzione della lavorazione e dell'oggetto da realizzare. Osservarle è già parte del progetto. Un fondo largo, una parete slanciata, un collo pronunciato suggeriscono possibilità diverse. Anche il colore contribuisce al risultato: la luce attraversa ogni vetro in modo differente. La materia ha già una propria identità. Il nostro lavoro consiste nel riconoscerla e capire dove intervenire.

Bottiglie di forme e colori diversi riunite nel laboratorio
Bottiglie di forme e colori diversi riunite nel laboratorio.

Immaginare un uso, rispettare la materia

Un bicchiere deve poter essere impugnato. Una brocca deve versare. Un vassoio deve trovare il proprio equilibrio. Il progetto nasce da queste esigenze concrete e dalla forma della bottiglia. Dove far passare il taglio? Quale parte conservare? Come ottenere un'apertura adatta alla nuova funzione? Il nome Divestro riunisce divenire, vetro ed estro. Nel lavoro quotidiano queste parole diventano proporzioni, linee e scelte di lavorazione. La trasformazione prende forma quando ciò che la materia permette incontra un nuovo uso.

Bicchiere da bottiglia di vino riciclata
Studio della forma o confronto tra una bottiglia e un oggetto finito.

La prima linea cambia tutto

Con il taglio, il progetto comincia a diventare visibile. La sega diamantata interviene sulla bottiglia seguendo la forma prevista per il nuovo oggetto. Separare il collo per ricavare un bicchiere richiede un intervento diverso dall'aprire una bottiglia per ottenere un vassoio. Cambiano le linee, le proporzioni e le parti da conservare. Il bordo appena tagliato è ancora grezzo. La nuova sagoma si riconosce, ma prima di poterla utilizzare servono altri passaggi. Da qui il lavoro si concentra su dettagli che una fotografia può mostrare solo in parte e che le mani riconosceranno nell'uso.

Bicchieri per la tavola da recupero di bottiglie di vino
Bicchieri ricavati da bottiglie inutilizzate.

Una forma da poter toccare

Dopo il taglio, il bordo della bottiglia richiede ancora attenzione. La mola diamantata elimina le parti taglienti e rende il profilo più regolare. Il lavoro si concentra sul punto in cui il vetro entrerà in contatto con le mani e, nel caso di un bicchiere, con le labbra. Una linea apparentemente semplice diventa parte dell'esperienza quotidiana dell'oggetto. È un passaggio che cambia il modo di toccare la materia. La forma ottenuta con il taglio comincia a diventare una forma da usare.

Lavorazione del vetro a Colle nel cuore della Toscana
Dettaglio del taglio, con le mani dell'artigiano e il bordo del vetro.

Il tempo dedicato al bordo

Per ottenere la finitura lucida, la lavorazione continua con la nastratura. Gli abrasivi affinano la superficie tagliata, preparandola al passaggio successivo. La lucidatura restituisce brillantezza alla parte lavorata. La luce scorre lungo il bordo e rende visibile il risultato di questa successione di interventi. Nella finitura satinata, invece, il percorso si ferma alla molatura. Il bordo mantiene un aspetto opaco, diverso dalla trasparenza della finitura lucida. Anche in pochi millimetri di vetro si può leggere il tempo dedicato alla lavorazione.

Lavorazione molatura bottiglia vetro
Nastratura e lucidatura

Quando cambia l'intero volume

Alcune bottiglie seguono un percorso diverso. È il caso di quelle che vengono trasformate in vassoi appiattiti attraverso la lavorazione in forno. Il calore modifica il volume del vetro. Il corpo si abbassa, le pareti cambiano posizione e la bottiglia assume una nuova forma, conservando elementi riconoscibili della propria origine. Per queste lavorazioni utilizziamo un forno elettrico alimentato da pannelli solari. Questo passaggio va distinto dal taglio e dalla molatura a freddo. Sono tecniche differenti, che permettono di esplorare possibilità diverse della stessa materia.

Realizzazione vassoio design da upcycling
Bottiglia forte impatto design.

Guardare anche quello che rimane

Dopo una lavorazione possono rimanere parti più piccole. Anche lì cerchiamo nuove possibilità. Nei vassoi decorativi Frammenti, pezzi di vetro provenienti da altre lavorazioni entrano in nuove composizioni insieme a una bottiglia appiattita. Le differenze di colore, dimensione e disposizione contribuiscono al disegno finale. Un frammento diventa una presenza visibile, una trama che attraversa la superficie. Il recupero continua così anche nella progettazione: osservando ciò che rimane e cercando un impiego per le parti che possiamo ancora trasformare.

Bomboniera idee innovative e sostenibili
Bomboniera Vassoio schiacciato di vetro.

Le mani, gli strumenti, la Toscana

Divestro cresce nel territorio di Colle Val d'Elsa, dove la lavorazione del vetro appartiene alla storia dei luoghi e delle persone. Questo legame si ritrova nelle competenze necessarie per trasformare una bottiglia. Gli strumenti permettono di tagliare, levigare e lucidare. Chi li utilizza deve interpretare la forma, accompagnare il gesto e riconoscere il risultato. Il sapere artigianale comprende il tempo per imparare e l'attenzione per applicare ciò che si è imparato. Passa anche attraverso il confronto e la disponibilità a correggere un lavoro. Dentro ogni oggetto rimane qualcosa di questo incontro tra materia, esperienza e territorio.

Lavorazione bottiglia di vetro
Lavorazione della bottiglia in laboratorio.

Il rispetto comincia dalle persone

Il percorso di una bottiglia attraversa un'impresa. Dietro ogni passaggio ci sono persone che lavorano, collaborano, prendono decisioni e affrontano difficoltà. Il nostro Manifesto Etico parte da loro. Mette le persone prima dei numeri, dei ruoli e della strategia, chiedendo di considerare le conseguenze delle scelte su chi ne sarà coinvolto. Il rispetto prende forma nei comportamenti quotidiani: ascoltare senza interrompere, riconoscere un contributo, affrontare un problema con chiarezza. La fiducia dà spazio all'autonomia e porta con sé la responsabilità del proprio lavoro. Vogliamo che un errore possa essere segnalato e diventare occasione per imparare. Che una proposta venga ascoltata per il suo contenuto, qualunque sia il ruolo di chi la presenta. Che nessuno debba avere paura di parlare. Il manifesto richiama anche gentilezza, inclusione, diversità e possibilità di crescere. Ricorda che la vita comprende affetti, interessi e responsabilità fuori dal lavoro. Sono principi che abbiamo scelto di mettere per iscritto per orientarci e confrontarci con i nostri comportamenti. Il loro valore dipende da come riusciamo ad applicarli, giorno dopo giorno.

Divestro e i suoi fondatori

Una scelta che accompagna la crescita

Dietro il marchio Divestro c'è Amarzo S.r.l. Società Benefit. Abbiamo scelto di affiancare agli obiettivi economici finalità di beneficio comune legate alla riduzione degli sprechi, all'economia circolare e alla diffusione della cultura del riuso. Questa scelta porta l'attenzione all'impatto dentro il modo di fare impresa. Riguarda la direzione del progetto e gli effetti delle decisioni sull'ambiente, sulle persone e sulla comunità. Nel nostro Manifesto Etico, il successo comprende anche il valore condiviso: ciò che impariamo, le opportunità di crescita che contribuiamo a creare e l'impatto delle nostre attività. La sostenibilità economica permette al progetto di continuare. Le finalità di beneficio comune orientano il modo in cui vogliamo svilupparlo. Essere Società Benefit significa assumerci questo impegno e dare conto del percorso, mantenendo aperto il confronto tra obiettivi, azioni e risultati.

Idee regali mondo sostenibile
DiveStro

Ambiente, persone, responsabilità

Ambiente

La storia di un oggetto comprende la materia da cui nasce, il lavoro delle persone e le decisioni dell'impresa. Il mondo ESG riunisce queste dimensioni: ambiente, persone e governo dell'impresa. Nel percorso Divestro si incontrano lungo la stessa filiera.

E · AMBIENTE — Dare continuità alle risorse

Partiamo da bottiglie già prodotte e cerchiamo nuovi utilizzi per il loro vetro. Il progetto comprende anche la possibilità di recuperare frammenti provenienti dalle lavorazioni. L'attenzione all'ambiente richiede di considerare l'intero percorso: recupero, trasporti, consumi e trasformazione. Ogni passaggio porta domande su come utilizzare meglio le risorse.

Persone

S · PERSONE — Dare spazio a chi contribuisce

Il Manifesto Etico richiama rispetto, ascolto, inclusione e opportunità di crescita. Riconosce il valore delle competenze, delle differenze e della vita fuori dal lavoro. Questi principi orientano il modo in cui vogliamo collaborare: permettere alle persone di proporre, imparare, segnalare una difficoltà e vedere riconosciuto il proprio contributo.

Governo dell’impresa

G · GOVERNO DELL'IMPRESA — Assumersi la responsabilità delle scelte

La trasparenza rende comprensibili le decisioni. La fiducia richiede responsabilità. La possibilità di parlare apertamente aiuta a far emergere problemi e idee. La scelta di essere Società Benefit e la rendicontazione dell'impatto accompagnano questo orientamento, mantenendo il confronto tra ciò che ci proponiamo e ciò che realizziamo.

Queste tre dimensioni ci chiedono di osservare il progetto nel suo insieme. Anche ciò che rimane fuori dall'oggetto finito fa parte della sua storia.

ESG Divestro

Dare conto del percorso

Il nostro Manifesto Etico ci richiama alla responsabilità dell'impatto che generiamo. Per dare seguito a questo principio servono obiettivi, informazioni e disponibilità a riconoscere ciò che deve migliorare. La Relazione d'impatto 2025 rappresenta il nostro primo esercizio di rendicontazione. Racconta il modello di attività, le finalità di beneficio comune e il percorso di sviluppo. Un responsabile dell'impatto segue questo lavoro. Il documento è un punto di partenza per comprendere meglio le conseguenze delle nostre attività e orientare le decisioni successive. Rendere accessibile questo percorso significa condividere anche i limiti e le domande aperte. La fiducia cresce quando gli impegni dichiarati possono essere confrontati con le azioni e con i risultati.

Relazione impatto società benefito

La forma cambia. La responsabilità continua.

Alla fine della lavorazione, una bottiglia può diventare un bicchiere, una brocca, un vassoio o un elemento di arredo. Qualcosa della sua origine rimane visibile: un fondo spesso, una sfumatura, la curva del collo. La nuova funzione si aggiunge alla storia della materia. Dentro quell'oggetto si incontrano vetro recuperato, progettazione e sapere artigianale. Intorno ci sono le persone e le relazioni che rendono possibile il percorso. Il nostro Manifesto Etico invita a costruire per il futuro. Per noi significa utilizzare con attenzione ciò che abbiamo, far crescere le competenze e prenderci cura degli effetti delle nostre decisioni.

La storia di Divestro continua così. Una bottiglia alla volta, una scelta alla volta.

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